mercoledì 4 gennaio 2017

Nello spazio nessuno può sentirvi pomiciare

Passengers (Morten Tyldum, 2016)

Ti svegli un mattino su un'astronave generazionale e scopri che c'è stato un errore: tutto il resto dell'equipaggio dorme e non si sveglierà che tra 90 anni. Re-ibernarsi è impossibile, suicidarsi la prospettiva più logica. Mentre ci rifletti, inciampi nella cella criogenica di Jennifer Lawrence, che sulla Terra faceva la giornalista ed era (ovviamente) molto spigliata e simpatica. La svegli? non ci pensi neppure.

Ma il giorno dopo ti svegli e sei di nuovo lì, tutto solo, davanti a Jennifer Lawrence congelata. Basterebbe ficcare un cacciavite nel circuito giusto, e potresti avere Jennifer Lawrence per tutta la vita, senza doverla dividere con nessuno, su un'isola deserta con tutti i comfort (per esempio sull'astronave c'è il karaoke e i ristoranti etnici e una piscina affacciata sullo spazio, altri comfort agli sceneggiatori non sono venuti in mente). Ma sarebbe un crimine, no? Una specie di omicidio, anzi forse peggio. Quindi non ci pensi più.

Ma il giorno dopo sei di nuovo lì, tutto solo, davanti a Jennifer Lawrence - non c'è rimedio a questa cosa. Del resto, se la svegli poi dovresti mentirle per tutta la vita. E convivere con questo orribile segreto (ma anche con Jennifer Lawrence). Che follia. Meglio pensare ad altro.

Ma il giorno dopo? E il giorno seguente?

Là dove l'uomo non è mai arrivato e forse neanche quelle famose foto che tenevo sul telefono.
A un certo punto Hollywood si è resa conto che la fantascienza sul grande schermo sarebbe sopravvissuta meglio di altri generi. Il passo successivo era cercare di allargare il bacino di utenza, che nel caso della fantascienza era perlopiù un sottoinsieme del genere maschile. Che vizzo stereotipo, vero? Però era così. Dunque  il problema era: come convinciamo le donne a sciropparsi film di astronavi?

Una delle strategie possibili era quella di mettere al centro dei personaggi femminili aspirazionali, magari un po' ribelli e atletici, ma femminili: ci facevi bella figura anche dal punto di vista politico. La letteratura giovanile negli USA aveva già inaugurato il trend. E così Jennifer Lawrence divenne l'arciere rivoluzionario di The Hunger Games. Nel giro di pochi anni ragazze eroiche hanno preso il controllo più o meno di tutte le saghe in circolazione - nonché dei lungometraggi Disney e Pixar, e di Star Wars. E finalmente quest'anno avremo Wonder Woman in un film tutto suo. Bene. Cioè. Siamo proprio sicuri che le donne vogliano vedere Wonder Woman al cinema? Cioè il motivo per cui a tante donne fin qui non interessavano le astronavi è che non c'erano donne ufficiali in plancia di comando? Siamo sicuri che queste eroine cazzutissime che abbattono avversari più grossi e armati di loro non siano un fantasma più maschile che femminile? Abbiamo davvero femminilizzato la fantascienza, o non abbiamo semplicemente costretto anche le donne a fare quelle cose odiosamente maschili come le guerre, le conquiste (e a indossare quei ridicoli pigiami da supereroi)?

Ora ti salto addosso in sala mensa,
così anche col femminismo siamo coperti
Un'altra strategia è quella di Passengers: se le donne devono proprio entrare in un'astronave, se è il Mercato che lo richiede, non si può almeno dar loro quello che vogliono? Perché a molte donne piacciono le storie coi sentimenti. Che stereotipo vizzo, già. Però è così (continua su +eventi!)

5 commenti:

  1. Bhe? A me la fantascienza è sempre piaciuta, indipendentemente dal sesso dell'eroe di turno, mi pare un gioco divertente anche se non sono un ragazzino ma una donna di mezza età

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  2. Beh certo, alle donne piacciono le storie d'amore. Specialmente quelle in cui lei è una strafiga, e lui è un coglione bovino che le rovina la vita, ma lei se ne innamora perdutamente lo stesso, e alla fine decide di sacrificare tutti i suoi sogni, i suoi interessi e i suoi progetti, pur di passare tutta la vita completamente sola con lui... un momento, forse non sono proprio le donne quelle a cui piace di più questo tipo di storia d'amore...

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    1. Hai ragione, però finché lui è solo un coglione bovino che le rovina la vita lei non vuole parlarci. Quando lui

      SPOILER

      si dimostra un ingegnere eroico che dà la vita per salvare un'astronave, le cose cambiano. Anche perché lui muore davvero: la resurrezione è una scena ridicola (ma forse è Tyldum che ha quel senso dell'umorismo un po' assurdo).

      Poi che esista una letteratura dell'abnegazione femminile, non c'è dubbio; che la producano per lo più gli uomini, è discutibile: che piaccia di più agli uomini mi sembra contestabile - credo che sia sufficiente guardare che fila si forma al botteghino quando esce un 50 sfumature. Agli uomini piacciono le spade e le astronavi, se poi si vede una mezza tetta è la ciliegina; andava bene Xena principessa guerriera e va bene pure il nuovo corso di Star Wars.

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    2. Anche il fatto che il coglionazzo diventi improvvisamente Iron Man e salvi l'astronave da solo è una tipica fantasia maschile, eh. Come lo è il fatto che lei, scoperta la magagna, prima lo respinga, ma poi lo perdoni. C'è in tutti gli action movie: l'ex moglie dell'eroe prima lo tratta a pesci in faccia e bercia per gli alimenti, poi quando lui la salva da serial killer e/o terroristi, lo perdona e lo bacia appassionatamente. Perché agli uomini sopra gli otto anni piacciono le spade e le astronavi, ma piacciono anche le bisbetiche domate.

      Per quello che riguarda il nuovo corso di Star Wars (che dà tanto fastidio a certi nerd) non è poi così "rivoluzionario". In questi nuovi Star Wars, di eroina femmina circondata da eroi maschi ce n'è una sola per volta, esattamente quante ce n'erano ai tempi della principessa Leia.

      Il problema di Morten Tyldum dev'essere avere un nome da personaggio di Harry Potter.

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