giovedì 20 aprile 2017

Però l'ANPI nazista, insomma, no.

Questa è la bandiera della Brigata
Ebraica, che partecipò alla Resistenza.
Si avvicina il 25 aprile, col suo classico profumo di scazzi sui negozianti che vogliono tenere aperto senza pagare troppi straordinari (per Scalfarotto è tipo la fine del medioevo), filopalestinesi che fischiano la bandiera della Brigata Ebraica, ebrei che non vogliono la bandiera palestinese. Quest'anno il PD romano ha deciso che non parteciperà alla manifestazione dell'ANPI, ma a quella della Comunità Ebraica. Questa è una notizia - che esista ancora il PD romano, intendo. A quanto pare doveva scegliere tra comunità ebraica e ANPI, e ha fatto la sua scelta. C'entra l'amarezza per com'è andato il referendum? Naturalmente no, saremmo molto cattivi a pensarlo.

Io potrei anche concordare con Fabrizio Rondolino - che del PD renziano è ormai, a quanto pare, autorevole portavoce - quando afferma che l'ANPI non ha l'esclusiva del 25 aprile. Del resto non avrebbe i mezzi per difenderla. In termini pratici: i soci dell'ANPI non possono impedire che qualche attivista arrivi alla loro manifestazione e srotoli una bandiera palestinese. Mi sembra che il presidente dell'ANPI oggi l'abbia spiegato abbastanza bene: tutto quello che può fare la sua associazione è "dare l'indicazione di non portare bandiere che non siano quelle della Resistenza"; cosa che ha fatto, più volte. Assoldare buttafuori che allontanino tutte le persone che hanno una bandiera non resistenziale, l'ANPI non può farlo e non lo fa. Non dispone di un servizio d'ordine abbastanza massiccio e capillare, e sarebbe paradossale che se ne munisse: è un'associazione che difende la memoria della Resistenza, non un corpo paramilitare che organizza una parata.

È anche vero che tra le bandiere della Brigata, ogni tanto,
faceva capolino qualche bandiera israeliana,
che come quella palestinese non appartiene alla Resistenza.
Un servizio d'ordine ANPI avrebbe dovuto buttar fuori
anche quelle bandiere?
Per questo mi pare che Rondolino e comunità ebraica raccontino soltanto un lato della faccenda. È vero, purtroppo, che negli anni scorsi la bandiera della Brigata Ebraica è stata puntualmente fischiata da attivisti filopalestinesi (è anche vero che l'ANPI ogni volta ha stigmatizzato l'accaduto e ha preso le distanze dai contestatori). Ma è anche vero che negli stessi anni la comunità ebraica ha più volte definito i palestinesi "nazisti", e "alleati di Hitler", e non uso le virgolette a caso: in questo momento sul sito della Comunità di Roma c'è un comunicato che dice che l'ANPI Roma avrebbe deciso "di cancellare la storia e far sfilare gli eredi del Gran Mufti di Gerusalemme che si alleò con Hitler con le proprie bandiere".

Ricapitolando: la Comunità ebraica non chiede semplicemente (com'è suo sacrosanto diritto) di poter sfilare con la bandiera della Brigata Ebraica che partecipò alla Resistenza. La Comunità ebraica non vuole vedere bandiere palestinesi perché per la Comunità ebraica quella bandiera - che rappresenta una nazione con un seggio all'ONU, ricordiamo - è nazista, e chi la sventola è nazista. Quando l'ANPI fa presente, per l'ennesima volta, che non può veramente impedire a un filopalestinese di sventolare la bandiera di una nazione che aspira alla fine di un'occupazione militare, l'ANPI diventa una organizzazione negazionista che fa sfilare gli eredi degli alleati di Hitler.

Questo succede, mi pare, nell'indifferenza generale, perché poche cause come quella palestinese ormai risultano perse: oltre che a un nocciolo di affezionati, della Palestina frega ormai niente a nessuno, e il fatto che all'Unità qualcuno possa definirli filonazisti non desta davvero nessuna sorpresa. Cerco di mantenermi sorpreso io, giusto per un dovere di testimonianza: a questo punto non solo è nazista chiunque chiede che ai palestinesi sia riconosciuto il diritto all'autodeterminazione, ma siccome chi lo fa a volte partecipa alle manifestazione dell'ANPI, è nazista pure l'ANPI. Senz'altro sono nazista pure io che lo scrivo, e tu che leggi, tu: comincia a farti qualche domanda.

Quanti simboli nazisti vedi?
A quel punto un partito novecentesco, un partito di massa, cosa farebbe? Ci metterebbe il servizio d'ordine, butterebbe fuori i facinorosi e farebbe ragionare i capibastone. E un partito contemporaneo, più leggero, ma che non rinunci alla sua responsabilità di intellettuale collettivo? Cercherebbe di trovare una sintesi tra le istanze della Comunità ebraica, dell'ANPI e di quel nucleo più o meno compatto di filopalestinesi che, se festeggiano il 25 aprile, così tanto nazisti non devono essere: e votano anche loro. Il PD romano questa cosa non riesce a farla, e quindi forse la notizia non c'è: il PD romano non esiste. Esiste Orfini e il 25 aprile non andrà al corteo dell'ANPI: e se non l'avesse detto in giro, forse non se ne sarebbero accorti in parecchi. Buona Liberazione a tutti, festeggiatela con chi vi pare.

14 commenti:

  1. Orfini dovrà ancora finire la partita alla playstation, mica può occuparsi di Politica lui.

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  2. Leggendo la prima frase sembra che Scalfarotto consideri la possibilità di "tenere aperto senza pagare troppi straordinari" la fine del medioevo. Poi uno legge il post di Scalfarotto e dice un'altra cosa: cioè che è normale tenere aperti i negozi anche nei giorni di festa ma che "c’è un problema che riguarda le modalità con cui viene stabilito il calendario delle aperture, il livello di retribuzione con cui questo lavoro in occasioni particolari viene compensato". Continuiamo così, ciascuno con le sue tesi ad andar contro agli altri. Grandi progressi nella guerra civile del centro-sinistra

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  3. comunque la pensi (io, intendo) grazie per essere tornato agli articoli.
    (per copernico c'è tempo, viste anche le distanze)
    (buon natale di roma a tutti, ignoratelo con chi vi pare)

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    1. +1 (che, colgo l'occasione con anni di ritardo, benchè puzzi di wikipedia, è più corto di "quoto").
      +1000 su Scalfarotto, valvassino in un partito organizzato (forse manco troppo bene) sul modello dell'impero ai tempi dei primi re taumaturghi.
      Sulla questione delle bandiere alla manifestazione non so proprio cosa sia giusto pensare: da un lato il legame tra OLP e nazisti ricorda la questione del dio musone che punisce fino alla terza o quarta generazione; dall'altro il legame tra OLP e guerra partigiana temo sia ancor più problematico; io per primo ricordo di aver sfilato contro la guerra del golfo tenendo un lembo di una megabandiera dell'OLP, temo non fosse il caso manco allora; il sospetto è che si sfili anche un po' per se stessi, ed anche un po' con quello che capita…

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  4. naturalmente non dono d'accordo con te. immagino che l'anpi non debba organizzare il servizio di buttafuori, ci mancherebbe
    però dovrebbe evitare quello di buttadentro
    ci son dei tizi in siria che stanno combattendo per la loro autodeterminazione contro (tra gli altri) il governo siriano; 'sti tizi utilizzano metodi controversi (tipo quello di sgozzare la gente e organizzare o rivendicare attentati terroristici in tanti paesi, ecco... io sarei in imbarazzo a vedere le loro bandiere nere al corteo del 25 aprile
    d'altra parte ci sono stati milioni di ebrei (zingari, omosessuali, ecc.) sterminati dai nazisti che boh...
    cioè, se oggi i gay fondassero uno stato indipendente da qualche parte io non mi troverei a disagio a vedere bandiere dello stato di gaylandia al corteo del 25 aprile
    neanche se il suo (di gaylandia intendo) governo mi stesse proprio sulle palle e facesse cose davvero brutte
    tutto questo per dire che io non andrei al corteo del 25 aprile se abitassi a Roma, forse potrei andare alla manifestazione degli ebrei romani, forse
    se dovessi sputare su una bandiera per le politiche odiose del governo non inizierei certo da quella israeliana
    oh, si fa per parlare eh...
    comunque sono contento anch'io del ritorno (anche se fosse momentaneo) all'attualità non cinematografica

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  5. "se dovessi sputare su una bandiera per le politiche odiose del governo non inizierei certo da quella israeliana"

    Io valuto le bandiere da chi le sventola. E se chi le sventola non si limita a rivendicare il diritto di sventolarle, ma PRETENDE che le bandiere che odia non ci siano, e se ci sono lo stesso di denigrare chi organizza una manifestazione cui cui non c'entra niente, è un fascista, e dal 25 aprile deve stare alla larga.

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    1. a ennesima conferma, guarda un po' che fior di antifascista dà ragione alla CE:
      «Condivido l’analisi della presidenza della comunità ebraica di Roma: l’Anpi oggi non rappresenta più niente e nessuno. Un Paese non è libero se non è sicuro. Noi il 25 aprile saremo a Verona per chiedere una legge sulla legittima difesa
      http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/salvini-paese-libero-solo-se-sicuro-1.5643389

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  6. quindi amaryllide, se ho ben capito, stai dando del fascista a tutti quelli che hanno denigrato - per esempio - la bandiera della brigata ebraica che partecipò alla liberazione dal nazifascismo? sì, sono d'accordo con te
    ah, ma tu volevi dire un'altra cosa, pensa te...

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  7. Anche il mio cuore sanguina per la questione Israel o palestinese, causa scatenante di tantissimi conflitti del nostro tempo.
    Il problemuccio con la manifestazione di Roma è che l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia aveva chiesto alla Brigata Ebraica di accreditarsi come delegazione straniera.
    Da quando in qua gli ebrei italiani son diventati stranieri?

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    1. Claudio, da quel che ho capito quella è una scemenza. L'ANPI ha semplicemente dichiarato che sono invitati tutti, e ha avuto l'indelicatezza di mettere comunità romana e delegazione palestinese nella stessa frase. È come se tu dicessi "donne e bambini" e un bambino s'offendesse perché non è una donna o viceversa.

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    2. Ops, in tal caso temo di essere anche io stato vittima di una notizia falsa e mi scuso.

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  8. La mia impressione e` che se il PD romano mettesse il sevizio d'ordine, l'ANPI (o parte di) salirebbe sulle barricate, gridando "giu` le mani dal 25 aprile", "festa di tutti!" etc.. (per la cronaca: poi uno puo` discutere se a torto o ragione). Non mi torna nemmeno il fatto che "sarebbe paradossale che se ne munisse [del servizio d'ordine]: è un'associazione che difende la memoria della Resistenza, non un corpo paramilitare che organizza una parata", pero` se tale servizio d'ordine e` fornito DA UN PARTITO (quindi, con chiara connotazione politica), allora va bene... (senza contare che i partigiani facevano guerriglia e avevano un minimo di struttura gerarchia; uno puo` poi disquisire sul significato di "paramilitare", ma erano in ogni caso gruppi armati).

    Fra l'altro, e` interessante vedere i due pesi e le due misure: l'ANPI non puo` impedire ai filopalestinesi di partecipare alla sfilata o di sostenere che l'occupazione della Palestina e` ingiusta, ma questo non vuol dire che approvi TUTTO quello che fanno i filopalestinesi (es: fischiare la bandiera della brigata ebraica). Pero` una volta che Rondolino scrive qualcosa che in qualche modo propende verso le posizioni del PD renziano (che e` il PD, visto che gli oppositori hanno fatto il molto maturo discorso di "il pallone e` mio e se non facciamo come dico io me lo porto a casa" quando Renzi si e` rifiutato di NON candidarsi ad un congresso che loro stessi avevano chiesto a gran voce), allora improvvisamente diventa "autorevole portavoce"

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    1. Ah, aggiungo un altra riflessione: il presidente della Brigata Ebraica ha detto che non sfileranno "finche` ci saranno organizzazioni filopalestinesi"; non ha mai detto che la presenza di un servizio d'ordine gli avrebbe fatto cambiare idea...

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  9. Ma magari si potrebbe anche far sventolare la bandiera tedesca. Vedi simboli nazisti? No, risale almeno al 1848. E poi la Germania ha un seggio all'ONU. Perché no? Magari perché la Germania, la Seconda Guerra Mondiale, l'ha persa (l'ha pure iniziata), e una lunga e gloriosa storia democratica non cambia il fatto che, il 25 aprile, non è una festa in cui sia appropriato esibire segni della nazione tedesca. E magari se in passato, al corteo del 25 aprile, hanno fatto capolino bandiere israeliane (e quelle palestinesi continuano, a dispetto dei sofismi, a suonare fuori luogo e posticce) è perché i gruppi ebraici che abitavano la Palestina si schierarono con gli Alleati, e quelli arabi in larga parte con l'Asse, e quindi c'è chi la guerra l'ha vinta e chi l'ha persa: e poi c'è chi l'ha persa ma ha fatto la Resistenza, che saremmo poi noi, e che giustamente festeggiamo la liberazione dal *nazifascismo* - ma non la liberazione tout court di chiunque da chiunque, perché quella è un'altra festa e si chiama Pasqua.
    E poi - ma un po' di tempo dopo - c'è un partito novecentesco, un partito di massa, che: a) si prende il monopolio non solo della Resistenza ma anche delle narrazioni sulla Resistenza, tant'è che io ho smesso di fare corsi su quel periodo lì perché spiegare che Fenoglio non era comunista era sopra alle mie forze, tanto gli studenti ne parevano convinti e i colleghi glissavano; b) decide, per ragioni geopolitiche che è troppo complesso ricostruire qui, che la sua causa e quella palestinese si intrecciano, e dunque a un certo punto contrordine, una volta eravamo filoisraeliani e ora non più; c) il leader del partito novecentesco, del partito di massa, muore improvvisamente, lasciando irrisolte una serie di questioni che da allora - per motivi che l'ultimo Freud ha spiegato con una certa chiarezza - rimangono irrisolte e dunque accettate come misteri della fede, elementi identitari che mai, mai, mai dovranno essere messi in discussione: far culo e camicia con la magistratura, palesare un netto e dichiarato fastidio di fronte alla televisione "commerciale", feticizzare alcune acquisizioni delle lotte sindacali rese scisse, come tutti i feticci, dalla realtà concreta del mercato del lavoro in cui si trovano a essere ricollocate, cercare per quanto possibile di non vincere le elezioni, e sostenere la causa palestinese a priori, sempre. Che l'essere filopalestinesi facesse parte del liceale-di-sinistra-starter-pack mi era abbastanza oscuro già, appunto, al liceo, oggi mi pare l'ennesima conferma che quello di certa sinistra italiana è un universo culturale imploso intorno ai primi anni '80: il che sarebbe carino, folcloristico quasi, non fosse che ha un peso.

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