mercoledì 28 dicembre 2016

I 28 film più brutti del 2016

In realtà questi sono soltanto i 28 film più brutti che sono riuscito a vedere io: non dubito che in giro sia passato di peggio, e molti ovviamente sono stati realizzati nel 2015 o anche prima. Non è stato un anno molto esaltante, mi sembra. In ogni categoria non c'è un film del 2016 che non mi faccia venire in mente uno migliore del 2015 o del 2014. Forse alla lunga le serie televisive stanno davvero vincendo. Comunque ecco qui: ogni titolo è un link all'articolo corrispondente.

26) Trumbo
Il grande sceneggiatore era un socialista, chi ha sceneggiato il suo biopic non lo è. Il Trumbo del film non deve soltanto sconfiggere gli odiosi censori maccartisti, ma anche riscattare il suo status iniziale di rivoluzionario col ranch. Soltanto quando si metterà a scrivere spazzatura per l'industria, trasformando i famigliari in sottoposti sottopagati: solo allora può diventare il simpatico protagonista di un film. Lui avrebbe saputo fare di meglio, ma lui non c'è più.

27) Tutti vogliono qualcosa
Probabilmente Everybody Wants Some è il tassello di una cosa più complessa che ha in mente Linklater e che si capirà meglio tra quindici anni. Nel frattempo il suo Porky's-senza-battute lascia uno strano segno. Entusiasta e inconsistente al punto di irritare, e il ricordo di essere stati altrettanto entusiasti e inconsistenti non sempre aiuta.

Il Sud Dakota com'è davvero. 
28) The Revenant Di tutti i registi che a un certo punto sentono il bisogno di raccontarci il ritorno alla natura, magari bruciando milioni di $ per regalarci la sensazione di un tramonto, Iñárritu è il più irritante perché, in sostanza, non sa proprio di cosa sta parlando. Per lui è tutto titanico, se nel Dakota le montagne non ci sono ce le mette lui, e poi se la prende coi supereroi: il suo cinema è più superomistico di quello della Marvel, il che non sarebbe neanche un problema. Il problema è che non se ne accorge, il problema è che è convinto che il suo Di Caprio col fattore rigenerante abbia qualcosa di più interessante da dire di un Wolverine qualsiasi.

29) Rogue One
Ambientare un film di guerra nell'universo di Star Wars: presentare una manciata di personaggi e farli ammazzare tutti davanti agli spettatori. Problematizzare un po' il mito, mostrare eroi della resistenza che si comportano da terroristi. L'idea era sublime, lo svolgimento insomma.

30) Cicogne in missione 
I personaggi di Storks, umani e pennuti, hanno sempre quell'espressione schizzata - occhi a palla, un sorriso esagerato a mascherare inutilmente il panico. Sono sempre su di giri, stanno sempre facendo baccano mentre nascondono qualcosa. Tutto avviene sempre in pochi secondi, col ritmo esagitato dei vecchi Loney Toones, e una storia di ambizioni insaziabili. Vanno tutti troppo veloce per me, ma non credo sia un problema per loro.

QUALCUNO LE COMPRI QUEL PANE
31) Il diritto di uccidere 
I film più smaccatamente militaristi degli ultimi anni li ha girati un regista sudafricano, Gavin Hood, forse senza neanche accorgersene. Anche stavolta i politici sono ingenui, fatui, frignoni e si attaccano ai cavilli; i militari sono seri, hanno scrupoli, e se ti ammazzano puoi star certo che ci hanno pensato, ne hanno discusso coi superiori, hanno soppesato i pro e i contro e hanno capito che la cosa più onesta da fare era ucciderti. Pare che dobbiamo farcene una ragione.

32) Café Society
Quando non sa che altro fare Woody Allen può sempre giocare con le aspettative dello spettatore: se in Crimini e misfatti aveva mostrato un delitto senza castigo, qui manca pure il delitto. Tutto sembra puntare in quella direzione - e invece il film finisce. A ripensarci è una delle migliori sorprese alleniane degli ultimi anni.

33) Love and Mercy
Brian Wilson è una figura tragica, ma di tutti i punti di vista per illuminarlo forse quello della seconda moglie non era il più interessante. Accettando acriticamente la sua versione dei fatti Love and Mercy finisce per suggerire allo spettatore che Wilson si sia liberato di uno psichiatra tirannico soltanto per consegnarsi a un altro tiranno. La sua vita continua a essere uno straordinario film che nessuno riesce a raccontare.

34) Trafficanti 
Un'altra storia che andava raccontata - anche qui magari evitando di prendere per oro colato la testimonianza di una delle due parti in causa. Jonah Hill sembra condannato a recitare stoner comedy, come se l'unico modo di superarsi fosse espandersi, fisicamente e moralmente: fare feste più grosse, più pericolose, feste mortali a cavallo del mondo.

35) Animali notturni 
Una delle cose che definisce Animali Notturni sono le dissolvenze incrociate. Chi usa più le dissolvenze incrociate? Uno stilista che fa un sacco di soldi vendendo occhiali e si finanzia i film da solo. Non sono brutti, non assomigliano a nient'altro anche se potrebbero, forse non lasciano il segno ma è bello che ci sia ancora qualcuno che fa le dissolvenze incrociate.

36) Joy 
Ormai David O. Russell ha messo su una compagnia - quattro facce che ti fa piacere rivedere a prescindere dai ruoli, più qualche guest star che ti tiene viva l'attenzione. Finalmente la Lawrence è il nome più grosso sul cartellone e non deve rubare la scena a nessuno. Purtroppo si tratta dell'autobiografia di una televenditrice, che ne approfitta per rivendersi e santificarsi, e il tentativo di Russell di spingere la cosa ai limiti dell'autoparodia non funziona.

37) Il figlio di Saul 
Non lo so. Mi sembrava di guardare un videogioco tristissimo - sarebbe stato tristissimo e deprimente anche se la consolle l'avessi tenuta in mano io, ma nemmeno questo, capite? Stavo guardando il tutto dietro le spalle del giocatore, lo so che è un film straordinario e molto moderno che trova un nuovo modo di raccontare l'orrore della Storia, ma mi annoiavo.

38) Captain Fantastic 
Certi film semplicemente non capisco cosa volevano dirmi - magari anche niente. Crescere al di fuori della società sarebbe necessario, ma è impossibile. Va bene. Viggo Mortensen spettacolo della natura, ma non è il mio tipo. Mi dispiace pure.

39) Brooklyn
Un film dove per una volta a Saoirse Ronan non succede niente di male. Ma neanche niente in generale, purtroppo.

40) Star Trek: Beyond
Di tutte le saghe che si potevano ibridare con Fast and Furious, proprio quella in partenza meno ipercinetica, meno esagitata, meno giovanilista. Alla fine ogni generazione ha il suo Star Trek che si merita, mettiamola così.

41) Codice 999 
Un poliziesco corale senza un solo acuto - a parte la Winslet, incredibile e anche Harrelson, è impossibile non voler bene a Harrelson.

42) Go With Me 
Quella sera potevo scegliere tra due commedie americane sceme, alla fine ho preferito il noir svedese rifatto nel Pacifico occidentale. Niente di che, davvero, ma credo di aver fatto la scelta giusta. Hopkins si impegna più di Liotta.

43) Ghostbusters 3d 
A un certo punto il Ghostbusters femminile era diventato una cosa da difendere a prescindere, il fronte della battaglia contro gli stereotipi di genere, e questo rende ancora più triste il fatto che non sia un gran film: come dire, uno a zero per gli stereotipi di genere.

44) Deadpool 
Se hai ancora un po' di scuola media nelle vene due risate te le strappa. In generale un po' più di autoironia ai cinecomics non guasterebbe, anche se è difficile ridersi addosso senza sembrare patetici. Deadpool almeno ci prova.

45) Pets 
In un anno di straordinari lungometraggi animati, quello che ha macinato più soldi è quello che si è accontentato di ricucinare le vecchie ricette senza aggiungere niente di nuovo, e senza nemmeno capire cosa davvero funzionava nel vecchio. Pixarploitation senza scrupoli.

46) Race
Un altro film che doveva funzionare a scuola e invece secondo me no, un'altra occasione sprecata. Jesse corre poco e chiacchiera troppo, o meglio tutti chiacchierano intorno a lui, tutti hanno discorsi memorabili, i nazisti son cattivi e i capitalisti salvano il mondo superandoli in cinismo.

47) La famiglia Fang
La tragedia di crescere in una famiglia situazionista. I problemi degli scrittori, i problemi delle attrici, insomma non il mio genere di problemi, diciamo così.

48) Suffragette
Così in basso? Perché? Non saprei, è scivolato piano piano. C'è da dire che me ne ricordo pochissimo: che l'intuizione di descrivere le suffragette come anarcoterroriste era buona, ma la trattazione un po' scolastica (dico così ma in realtà non m'è venuta voglia di mostrarlo a scuola, che è il motivo per cui questi film provo a vederli), un po' televisiva (bisognerà anche cambiare aggettivo, visto che ormai in tv c'è più problematizzazione che al cinema), insomma mi sono annoiato, magari era colpa mia, avevo mangiato pesante, va' a sapere.

49) X-Men: Apocalypse
Ci sono cinecomics belli, cinecomics brutti, e poi ci sono quelli degli Xmen che non riescono mai a spuntare né da una parte né dall'altra. Nell'anno di massima saturazione del genere, arriva questo ennesimo riassestamento di una saga che non riesce mai ad avvincere, più o meno per gli stessi motivi: troppi personaggi, una trama sempre uguale, Magneto che distrugge tutto e poi si pente per l'ennesima volta, ecc..

50) Colonia 
Insomma all'inizio del film c'è Emma Watson che se la prende coi comunisti cileni perché passano in clandestinità invece di cercare il suo ragazzo tedesco. Provano anche a spiegarglielo che il problema non riguarda soltanto il suo ragazzo, che stanno sparendo tutti, che c'è in ballo qualcosa di un po' più grave di una banale avventura su sfondo esotico - lei non ci arriva, e in generale sembra che non ci arrivi neanche il film. Questa idea che il pubblico perdonerà qualsiasi ingenuità se il regista si ricorda di dare la colpa di tutto ai nazisti.

MIA MADRE ERA PIU' MARTHA DELLA TUA
51) Batman v Superman 
Questo sta così in basso perché, a parte il caos dell'allestimento, nemmeno Frank Miller era riuscito a distruggere la sua opera a fumetti con tanta pervicacia. Posso perdonare tante cose a chi gira cinecomics, le ingenuità, le strizzate d'occhio, i tentativi sempre maldestri di tenere insieme ragazzini e affezionati adulti: ma strappare tavole del Cavaliere Oscuro e rimontarle a casaccio è vandalismo. D'altro canto forse i brutti cinecomics sono il modo in cui ci salveremo dai cinecomics.

52) Vita da gatto 
No, sentite, non è che mi aspetti dei capolavori dalla factory di Luc Besson - ma nemmeno roba buttata lì così, vecchi concetti disneyani ricopiati senza far caso a dove stesse il cuore. La prova che non basta ambientare tutto tra i grattacieli e strapagare un cast hollywoodiano se la storia non funziona. E che i film per famiglie sono più difficili da clonare degli action scemi - vabbe', mica serviva il 10% del cervello per capirlo.

"Zio la vetrina è il simbolo,
se non spacchi la vetrina non sei nessuno".
53) Suicide Squad 
SS non è quel tipo di film di cui non ti stancheresti mai di parlar male - uno di quei film la cui bruttezza ti ripaga della fatica - SS è più inquietante, è la dimostrazione che una volta azzeccato un personaggio da cosplayer, magari femminile, il resto (la storia, l'azione, la psicologia, l'ambientazione, gli effetti) si può tranquillamente ritagliare a casaccio: ai ragazzini piacerà lo stesso. Sul serio, per quelli arrivati in prima media a settembre è il film della vita. Va bene che la vita è lunga, ma insomma, trovo criminale che qualcuno truffi così dei ragazzini. Ce n'è uno che era entusiasta del fatto che ai Suicidi iniettassero una bomba col timer, ovviamente poi quando gli racconti di Jena Plinsky ci restano male.

2 commenti:

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